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Google plus ed i suoi 500 milioni di pseudo-utenti.

google plus

Carissimi amici amanti del mondo Google, siamo lieti di annunciarvi che ieri la nostra azienda preferita ha annunciato di aver raggiunto il mezzo miliardo di utenti nel social network migliore del mondo, Google Plus.

Un risultato davvero notevole, soprattutto considerato che è stato raggiunto in poco più di un anno (mentre Facebook più di 8, buuuuuh).
Soprattutto considerato che Facebook già nel 2004 aveva molti colossi ad aiutarlo, mentre Google Plus è partito praticamente da solo.
Inoltre da sottolineare come gli utenti connessi ad internet di adesso siano molti di meno rispetto al 2004, e siano molto meno abiutati a conoscere ed usare i social network (ad esempio dopo anni di Facebook/Twitter).
Di seguito, una serie di cose che Google non ha potuto o voluto fare per spingere la sua piattaforma, che come sappiamo adesso è più famosa di Facebook (basta chiedere in giro):

-Annuncio e lancio in pompa magna da parte del più grande motore di ricerca del mondo.

Promessa non troppo velata di vantaggi SEO sul motore di cui sopra.

Diminuzione del traffico verso Facebook esattamente coincidente con la nascita di Search Plus Your World.

Introduzione graduale di pagine, luoghi, eventi, gruppi ed altre cose che su Facebook non c’erano (e che poi FB ha copiato).

Proposte di registrazione, anche semi-automatiche, ad ogni creazione di account Gmail o Youtube ed altri servizi.

Pubblicità in tv in stile Apple (mai fatta prima).

-Proposte di registrazione ed integrazione G+ ad ogni dispositivo Android registrato, (centinaia di milioni).

Pubblicità su AdSense e su portali.

-Recente obbligo a creare un profilo Google Plus per votare o commentare un’app Android

-Recente integrazione tra Youtube e Google Plus.

Pensateci un po’, 500 milioni di utenti senza fare tutto questo.
Tutti attivi e consapevoli ovviamente. Che successone! 😀

(provate a pubblicare questo post su Google Plus, un’orda inferocita di Fanboys vi ucciderà).

Comunque seriamente, Google, forse è meglio se ci dai un taglio con questa tua ossessione o rischia di diventare la tua Stalingrado.

Non ha senso sciorinare questi dati in continuazione, annunciarli come un grande e inarrestabile successo e farne uno specchio per le allodole quando un qualunque utente accorto può farsi due conti.
Che poi in quasi tutti i tuoi servizi sei grande, si integrano anche abbastanza bene tra loro, funzionano e sono in prevalenza gratuiti (tanto guadagni con i dati degli utenti, proprio come FB).
Ma riguardo questa storia del social network a tutti i costi…

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Se anche il Papa Benedetto va su questo Benedetto Twitter.

Habemus Papam, online.

Papa - Twitter - @pontifex

Se ne vociferava da un bel po’.
Forse a qualcuno di voi è sfuggito, ma:

E’ stato avviato il profilo Twitter di Papa Benedetto XVI.

Ben otto account, per dirla tutta.  Sette nelle lingue fondamentalmente più parlate nel mondo (incluso l’arabo, escluse le orientali (LoL)) più uno principale, @pontifex ovviamente in inglese.

Nei minuti in cui scrivo, quest’ultimo sta già raggiungendo i 300 mila follower con la bellezza di 0 (zero) tweet.

Non mancano le battute, gli spunti sono parecchi ed alcune sono davvero molto divertenti 😀
Non mancano i troll che includono bestemmie nelle mention e cercano di farle apparire nei top trend.
Non mancano, ovviamente, i mille commenti ed articoli di altrettanti  social media/communication   strategist/specialist/marketer/altro, sostenendo tutto e il contrario di tutto.

In primis: Giusto, o sbagliato?
In genere in questi casi la tua quella che è la tua opinione, quelli che sono i tuoi preconcetti già in partenza, ti forniscono facilmente molte argomentazioni.

Anche io ho provato a chiedermi se fosse giusto o sbagliato.
Però pensandoci bene, pur se eufemisticamente mi definirei non grande simpatizzante della chiesa, sono arrivato alla personale conclusione che forse una risposta assoluta non c’è.
Quindi evitando pipponi infiniti sull’importanza dei social media al giorno d’oggi,  sui paragoni con il Dalai Lama, sulla maleducazione dei bestemmiatori che coraggiosamente da casa mostrano tutto il loro coraggio, sul fatto che “si sta perdendo la testa con questo internet!!” giungo alla seguente, personale conclusione:

E’ semplicemente normale.
Normale perché il Vaticano è sempre stato avanti da questo punto di vista.
Ha sempre trovato e perseguito il modo migliore ed aggiornato di persuadere le masse ed esercitare potere.
Ha saputo fare buon uso di altri strumenti come la guerra la politica,  la paura, la stampa, la scomunica o qualsiasi altra cosa gli permettesse di raggiungere più persone possibile più persuasivamente possibile, di radicarsi sempre più fortemente in ogni mente e in ogni dove.

E Twitter è sicuramente il network più adatto all’uopo in questo caso, per vari motivi e anche perché su Google Plus non c’è nessuno.
Non c’è mica una folle e improvvisata idea di un ottantacinquenne papa dietro tutto questo (è pazzesco ma qualcuno lo pensa), lui i suoi libri li scrive a matita com’è ovvio che sia.
E’ una cosa ben pensata e organizzata per fare più presa possibile anche all’interno questo luogo che è il web, un nuovo strumento.

Che negli ultimi 20 secoli, è giusto l’ennesimo.

(Ma che poi secondo voi, avrà più follower lui o Bieber? Quale religione vincerà?)