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Se anche il Papa Benedetto va su questo Benedetto Twitter.

Habemus Papam, online.

Papa - Twitter - @pontifex

Se ne vociferava da un bel po’.
Forse a qualcuno di voi è sfuggito, ma:

E’ stato avviato il profilo Twitter di Papa Benedetto XVI.

Ben otto account, per dirla tutta.  Sette nelle lingue fondamentalmente più parlate nel mondo (incluso l’arabo, escluse le orientali (LoL)) più uno principale, @pontifex ovviamente in inglese.

Nei minuti in cui scrivo, quest’ultimo sta già raggiungendo i 300 mila follower con la bellezza di 0 (zero) tweet.

Non mancano le battute, gli spunti sono parecchi ed alcune sono davvero molto divertenti 😀
Non mancano i troll che includono bestemmie nelle mention e cercano di farle apparire nei top trend.
Non mancano, ovviamente, i mille commenti ed articoli di altrettanti  social media/communication   strategist/specialist/marketer/altro, sostenendo tutto e il contrario di tutto.

In primis: Giusto, o sbagliato?
In genere in questi casi la tua quella che è la tua opinione, quelli che sono i tuoi preconcetti già in partenza, ti forniscono facilmente molte argomentazioni.

Anche io ho provato a chiedermi se fosse giusto o sbagliato.
Però pensandoci bene, pur se eufemisticamente mi definirei non grande simpatizzante della chiesa, sono arrivato alla personale conclusione che forse una risposta assoluta non c’è.
Quindi evitando pipponi infiniti sull’importanza dei social media al giorno d’oggi,  sui paragoni con il Dalai Lama, sulla maleducazione dei bestemmiatori che coraggiosamente da casa mostrano tutto il loro coraggio, sul fatto che “si sta perdendo la testa con questo internet!!” giungo alla seguente, personale conclusione:

E’ semplicemente normale.
Normale perché il Vaticano è sempre stato avanti da questo punto di vista.
Ha sempre trovato e perseguito il modo migliore ed aggiornato di persuadere le masse ed esercitare potere.
Ha saputo fare buon uso di altri strumenti come la guerra la politica,  la paura, la stampa, la scomunica o qualsiasi altra cosa gli permettesse di raggiungere più persone possibile più persuasivamente possibile, di radicarsi sempre più fortemente in ogni mente e in ogni dove.

E Twitter è sicuramente il network più adatto all’uopo in questo caso, per vari motivi e anche perché su Google Plus non c’è nessuno.
Non c’è mica una folle e improvvisata idea di un ottantacinquenne papa dietro tutto questo (è pazzesco ma qualcuno lo pensa), lui i suoi libri li scrive a matita com’è ovvio che sia.
E’ una cosa ben pensata e organizzata per fare più presa possibile anche all’interno questo luogo che è il web, un nuovo strumento.

Che negli ultimi 20 secoli, è giusto l’ennesimo.

(Ma che poi secondo voi, avrà più follower lui o Bieber? Quale religione vincerà?)