YouTube Downloader e l’inflazione delle parole “genio” e “innovazione”

YouTube

Sono vicende abbastanza ripetitive.

Nelle ultime ore si sta facendo un gran parlare della storia di Andrea Giarrizzo, della sua app YouTube Downloader e del premio di 100 mila dollari assegnato da Samsung qualche giorno fa, del suo annullamento con rimozione dallo store poco dopo.

Pare sotto direttiva di Google e dopo svariate segnalazioni da parte di programmatori abbastanza arrabbiati, in buona parte anche italiani.
Come prevedibile, il frastuono mediatico che è succeduto a tutto ciò è stato notevole e come sempre ci si divide in abbastanza patetici “schieramenti”.

Chi condanna il ventenne come avesse venduto AK-47 a una gang di dodicenni e chi, levando degli inutili scudi nei confronti del proprio conterraneo, lo difende a spada tratta arrivando addirittura ad accusare Google o Samsung, o chi ha segnalato la cosa.

E via di retorica con le solite argomentazioni della serie “Ma potevano dirglielo prima”, “Ma alla fine i video li scaricano tutti”, et cetera.

Ma soprattutto, la parola magica arriva sempre “Lui è un genio“, “il genio delle app”, “il genio dell’informatica”, “il nuovo Bill Gates/Mark Zuckerberg/Steve Jobs/Altro nome mainstream”.
Che poi il paradosso è che se ad uno che fa questi articoli chiedessi chi fosse Alan Turing, o Dennis Ritchie, tanto per dirne due, ti guarderebbero con aria disorientata.

Ma non è questo il punto.
Ora, il discorso è semplice.
Nessuno vuole condannare alla galera un ragazzo per aver fatto questo.

Ma sapeva a cosa andava incontro, lo sapeva sicuramente ed è inutile dire il contrario.

Un software che funzioni non si crea dall’oggi al domani e prima di farlo, ti informi.
Che poi lo sai a prescindere, che YouTube è di Google. O comunque di qualcuno è, non
sta li per farci un favore. Tra l’altro, ha anche un regolamento abbastanza chiaro.
Non considero affatto un caso che l’applicazione fosse presente sullo store di Samsung e non su quello di Google.

Tutti questi difensori delle cause perse sorvolano ampiamente sul fatto che questa applicazione non solo pare si basasse su algoritmi da non utilizzare per applicazioni commerciali. Ma che addirittura traeva lucro (tanto lucro) da un servizio di qualcun altro, ed oltretutto, su Android!! 
E’ come tirare via benzina da una stazione di servizio Agip, sfruttare il parcheggio stesso della stazione per rifornire le macchine che passano,  fare soldi a palate e poi incazzarsi pure se ti tolgono via tutto.
E invece no, lo paragonano al creatore di Napster, chi gli muove accuse è solo un italiano bravo a tirare la prima pietra che ha distrutto il sogno di un ragazzo di 20 anni, italiano e già per questo da supportare da parte di tutti noi, che invece sappiamo solo essere invidiosi. Lui è un genio. Punto. E Google cattiva (che poi lo sia davvero o meno è un altro discorso) lo ha messo al muro.

Ripeto, nessuno vuole crocifiggere nessuno.

Però, non trovo il modo più semplice di dirlo, il fatto che sia italiano non c’entra un cazzo.

Perdonate la brutalità, ma mi sono rotto le scatole.
Non c’è nulla di geniale in tutto questo. E’ puro campanilismo questo.
Non ho problemi a considerare genio un tredicenne cinese che riesce a craccare un sistema operativo appena uscito, per puro divertimento.
O magari un adolescente americano che supera le barriere di iPhone e PS3 nel giro di qualche mese.

Questi sono geni. Marconi, Fermi erano geni italiani e nessuno al mondo lo negherebbe mai (e perdonate la sproporzione con gli altri casi, ma è per citarne di noti).

Questa è stata una mezza furbata, assolutamente niente di geniale.

Un genio è uno che pensa fuori dagli schemi, uno che parte da un’idea e mettendola in atto ne stravolge i canoni convenzionali, restituendo un qualcosa di davvero innovativo.

Ora onestamente, pensate alle parole “applicazione per scaricare i video da YouTube”, nel 2012, e sforzatevi in tutti i modi di trovarci la genialità.
Molti dicono “Ma la genialità è anche il saperlo mettere bene in atto”.
Vero, ma non c’entra.

Scaricare un video da YouTube è più o meno la prima cosa che ti viene in mente dopo mezz’ora che lo scopri e che ci navighi, ed esistono almeno una decina di milioni di programmatori perfettamente in grado di metterla in atto.
Stimando al ribasso. Ed infatti di applicazioni così ne sono state sfornate a centinaia.

Una semplice query su qualsiasi motore di ricerca, restituisce centinaia di milioni di risultati.
Per non parlare di stronzate mediatiche della serie “l’app più scaricata al mondo” che sbucano come funghi da ogni informatissimo giornale online.
Funghi senza radici, per definizione.  Angry Birds ha superato il miliardo di download, tanto per citarne uno. Non si parla di unità o decine, ma di ordini di grandezza diversi.

Più si naviga, si ascoltano i media e più ci si accorge che “Genio” e “innovazione” sono tra le parole più inflazionate degli ultimi anni.  Quasi quanto “amico” da quando esiste Facebook.

Parlando di innovazione, il problema qui è prevalentemente un altro.

Il problema è che Samsung lo abbia premiato con 100 mila dollari senza prendersi lo scrupolo di fare un controllo.

Della serie:
“Dobbiamo premiare un’applicazione con 100 mila $. Toh, guarda quanti download ha questa qui!”
“Ma cosa fa?”
“Youtube Downloader. Hmmm boh, sarà sicuramente qualcosa di innovativo, e non ci vedo niente sotto. Aggiudicato”

No ma davvero, è andata così? Oppure come? Tutto calcolato o ignoranza e noncuranza surreali?
E’ questo il vero scandalo, che venga premiata come innovativa un’applicazione che sfrutta un’API per scaricare video da YouTbe. E’ surreale.

Poi tra l’altro gettando così un ragazzo di 19 anni in una polemica che malgrado tutto forse non meritava.

Tornando quindi ad Andrea.

Come si suol dire, “gli è andata bene finché è durata”, e ci ha tirato su un po di soldi, buon per lui.
In bocca al lupo per il futuro, ma ora gambe in spalla e su con qualcosa di originale e soprattutto di lecito.

Tutto sta specialmente nel vedere come reagirà, cosa dichiarerà.

Se sarà umile nell’ammettere che comunque ha sbagliato e che il premio fondamentalmente non lo meritava, tanto di cappello.

Lo stesso, ad esempio, non si può dire di un altro caso.
Ma ne parlerò ampiamente in uno dei prossimi post.
Per adesso non faccio nomi. Egomnia.


Datemi un sito e vi cambierò il mondo.

The_social_network

L’abbiamo vista tutti.

Quella strana luce negli occhi di Jesse Eisenberg, l’attore protagonista di “The Social Network”, il film racconta della nascita di Facebook.
Ok, è un film, per di più made in U.S.A. ed è tutto romanzato e carico di effetti speciali.
Però quelle vicende sono accadute davvero.
Ce lo possiamo immaginare facilmente il giovane Mark che nella penombra del suo dormitorio avvia quel suo sito piccolo piccolo, quella sua creatura che da li a pochi anni sarebbe diventata il sito più grande del mondo.
I sognatori, in Italia come nel mondo ci sono sempre stati.
Da quando vicende come quella di Mark Zuckerberg, o di Larry Page e Sergey Brin hanno attraversato il globo, il pensiero fisso di milioni di ragazzi è diventato uno:

Creare qualcosa di pari successo, con le proprie mani o in team.
Qualcosa che cambi in meglio il modo di vivere e le abitudini di milioni di persone.
(E che mi faccia guadagnare tanti soldi, ovviamente).

Risparmiate concetti filosofici della serie “Ma secondo me era meglio prima di Facebook”. Perché avete capito benissimo cosa intendo.
Ma se da una parte milioni di persone si sono messe al lavoro per cercare di perseguire questo sogno, il problema è che allo stesso tempo sono venuti fuori come le famose lumache dopo il temporale milioni di illuminati della porta accanto che non fanno altro che riempire i social network/forum/mondo in generale con:
“Ho un’idea meravigliosa per un sito, ma non posso dirla a nessuno perché me la rubano”.

Ne sento o leggo un giorno si e l’altro pure.

Ora, a meno che tu non sia effettivamente una persona del settore, e con serie e concrete possibilità di mettere personalmente in atto la tua idea, questo ragionamento non ha senso.
La cosa peggiore è che in molti di questi casi si sminuisce anche chi lavora nel settore

“Ma io non capisco perché nessuno di questi ottusi smanettoni ci arrivi. Basterebbe fare questo e metterci un po di quell’altro. E’ che non sono abbastanza creativi. Comunque la mia idea resta con me.”

Del resto, ad ogni mondiale abbiamo svariati milioni di commissari tecnici.

Quando poi sanno che lavori nel settore IT, la domanda è ancor più inopportuna:

-“Ho questa idea meravigliosa e bla bla bla, la metteresti in pratica e se poi va bene ti offro una pizza?”

Ora, facciamo un po di chiarezza:

Non si ha idea di quanto complesso sia mettere in pratica un’idea web e portarla avanti.


Sotto moltissimi punti di vista come quello tecnico, commerciale, pubblicitario e comunicativo.
Il rovescio della medaglia di lanciarsi nel settore più velocemente in espansione del mondo è che si tratta probabilmente anche del settore più concorrenziale del mondo.
E’ davvero difficile pensare a qualcosa di innovativo senza scoprire che qualcuno ci aveva già pensato uno o più lustri fa.
E’ altamente improbabile che tu abbia un’idea davvero unica, tra miliardi di teste pensanti.
E anche quando hai per le mani qualcosa di completamente inedito, devi saperlo mettere in pratica.
E no, se non sei/conosci/paghi uno sviluppatore non puoi, anche se le pubblicità di “siti web e consulenza gratis” possono farti credere il contrario.

Infine… non c’è una fine.

Quello che otterresti sarebbe solo un prototipo, che avrebbe bisogno di continui cambiamenti, migliorie, adattamenti, accorgimenti e via dicendo.

Questo di continuo, di tasca tua e se necessario per anni e soprattutto senza che nessuno possa sapere se prima o poi la tua idea avrà successo.
Non sai se tra una settimana qualcuno la implementerà osservando e correggendo tutti i tuoi errori e con un team di professionisti che metterà in piedi un’applicazione infinitamente migliore della tua.

Non esistono guadagni facili, in nessun settore.

Nemmeno in quelli illegali perché anche li ti devi esporre ad un forte rischio.
Ci vogliono anni ed anni di esperienza in un settore per poter indicativamente prevedere se un’idea vale e anche valendo non hai ancora nulla per le mani, è solo aria.
Come già detto, di sognatori ce ne sono molti.
Di gente brava a dar fiato alla bocca, non ne parliamo.
Per fortuna, ci sono alcune persone determinate che oltre a sognare, pavoneggiandosi poco e mettendo in gioco tutto quello che hanno, fanno.
In questo post volevo fare degli esempi concreti, ma il principale difetto (dei tanti, tipo alcuni accenti alla cazzo) che ho nello scrivere è che non riesco proprio a sintetizzare concetti complessi nelle poche righe di un post. Me ne manca proprio la volontà. 
Creo quindi la categoria “Startup”.
Quindi ne parliamo un’altra volta.

Restiamo che mi faccio sentire io

Bush sbaglia e vota Obama. I giornali seri ci cascano.

No, sul serio, appena ieri avevo finito di parlare di quello che combinano certi giornali online.

Argomento principale del giorno: Ovviamente le elezioni presidenziali USA 2012.

Dico io è un avvenimento di importanza mondiale. Informatevi santo cielo. E’ il vostro benedetto e bellissimo lavoro.

E invece no.

Un sito satirico pubblica una notizia su un presunto errore di George W. Bush durante le votazioni.

E fa il  maledetto giro del mondo.
La Repubblica e TgCom ci cascano in pieno.
I primi eliminano l’articolo (leggete bene la url).

Ma continuano ad apparire in SERP.

Dalle parti del TgCom24, invece, l’aria è ancora fresca e l’articolo è ancora in bella vista.

Screenshot notizia bufala bush tgcom24

Ne avevo parlato giusto ieri, dico io..


Come creare un giornale online di successo in 6 semplici passi [parte 2]

Se sei un tipo ok e sei aggiornato sui blog più in voga del momento, sicuramente ti sei già imbattuto nel post su come creare un giornale online di successo in 6 semplici passi.

Poiché però il post in questione spiega solo 3 semplici passi sui 6 semplici passi per creare un giornale online di successo, probabilmente hai capito che mancavano altri 3 passi (per creare un giornale online di successo).

Quindi magari in questa settimana hai creato un giornale online e sei rimasto a metà.

Non temere. Ecco il seguito!

  1. Scegli argomenti e titoli “emozionanti”

    O forse dovrei dire emozionali.
    Non importa, l’importante è che qui non importa tanto di cosa parli, l’importante è che se ne parli tanto.
    Chiunque si avventuri nel web marketing o abbia cognizioni di marketing anche basilari, sa benissimo una cosa, che i giornalisti da decenni sanno ancora meglio: Parlare di ciò che fa notizia, ciò che fa discutere la gente e ciò che la farà andare sul mio sito/vendere il mio giornale.
    Chi se ne importa di quello che accade in Italia e nel mondo, parliamo del fondoschiena di Pippa Middleton!
    Fate di Studio Aperto il vostro modello di giornale preferito.
    Oppure, ricordate la ragazzina del punto 3?
    Crediate che sia stato abbastanza spiattellare la sua (sbagliata) foto privata su tutti i giornali? Ancora una volta… Sbagliato! Parlate di lei, della sua vita che non c’è più. Indugiate nella sua vita privata. Indugiate ancora e ancora su di lei e vedrete quanta attenzione che attirerete, quanti click che ci saranno.

    Già, a proposito.. I click..
    Parlavamo poco fà di marketing. Bene. Uno dei parametri più importanti, sempre più avidamente ricercati è il numero di click/visite ad un sito. Come certamente sappiamo anche noi blogger.
    Da qualche tempo, molti si sono accorti che una bassissima percentuale di persone, letto un titolo, legge poi l’articolo nella sua interezza.
    Alla gente come sappiamo piace innanzitutto giudicare, e spesso sentenzia dopo aver letto due righe su vicende complicatissime.
    Capirai quindi che, come ogni copywriter sa bene, con il titolo di giochi almeno l’ 80% dell’attenzione di chi legge.
    Questo imporrebbe almeno in una mente ragionevole di mantenere comunque una certa coerenza tra il titolo e la notizia stessa. Ma ovviamente così non devi fare.
    Intitola il tuo articolo con qualcosa del tipo:
    INCREDIBILE!!! La polizia uccide per uno spinello a Times Square.
    Poco importa che avesse o meno un machete in mano e corresse in mezzo alla gente.

    L’importante è catturare l’attenzione di chi legge. Aumentare i click, le condivisioni, la tua visibilità. E un buon titolo fuorviante è l’ideale.
    Soprattutto ti tornerà utile durante la fase di spam del tuo link, il che ci porta alla fase successiva:

  2. I tuoi link, DAPPERTUTTO!

    tanti link

    Ricordati sempre che un buon contenuto che genera da solo mille visite non porterà mai il traffico di un contenuto mediocre con diecimila link disseminati per il web.
    Lo spargimento inopportuno di link è vecchio come internet stesso, è cresciuto nelle varie mailing list e chat e adesso ha trovato l’habitat perfetto nei social media.
    Da quando questi ultimi esistono come sai non passa giorno senza che qualche simpatico amico fuori di senno ti riempia di spam assolutamente fuori tema, fuori target e FUORI DAI COGLIONI!!!. O almeno questo è quello che gli vorresti dire quando ti linka per l’ennesima volta il suo sito di cui a nessuno importa.

    Comunque, poiché tu sei migliore di tutti gli altri ed i tuoi contenuti deve leggerli chiunque che ne abbia interesse o meno, è arrivato il momento di farlo anche tu!

    Quindi crea un profilo su ogni singolo social network che conosci.
    Crea un profilo twitter e segui 2000 persone, non leggerne nessun tweet, non interagire in alcun modo e invia a raffica migliaia di link.
    Apri Facebook e crea una pagina, un profilo personale ed un gruppo (tutti e tre, mi raccomando) e aggiungi più gente che puoi. Invita, tagga, TAGGA a più non posso. Facebook non ti fà taggare abbastanza amici nei post? Tu sei più furbo. Condividi una foto con annesso link al tuo articolo, e taggaci quanti più amici puoi. Tutti ammassati. Tutti insieme.
    Non lasciare che le persone interessate al tuo articolo lo leggano. Imponigli di leggerlo.
    Poi già che ci sei, per riallacciarci al punto 4, cerca di mettere un bel commento fuorviante e scandalizzato. Aiuta molto ad aumentare il numero di click.

    Ma che poi, a che cosa serviranno mai queste benedette visite? Con l’ultimo punto, quadriamo il cerchio:

  3. Riempi il sito di pubblicità.

    sito troppa pubblicita
    Direi che adesso ci siamo. Se hai seguito bene i consigli, sei a buon punto. Ma manca qualcosa.
    Che me ne faccio di un sito di informazione che genera migliaia di visite? Informazione?
    Da che lo sai. Sono sicuro che sei un tipo sveglio e già da subito hai intuito l’equazione:

    Tante visite = Tanti soldi

    Ed essendo così sveglio, hai fatto qualche ricerca. Hai scoperto che esistono cose chiamate banner programmi di affiliazione come AdSense e molti altri.
    Questi programmi hanno tutti due punti in comune:

    Non rovinano affatto il design e la leggibilità e l’usabilità di un sito.

    Ti fanno guadagnare migliaia di euro ogni poche centinaia di visite.

    Naturalmente, più pubblicità metterai (All’apertura del sito, nell’header, nel footer, nei menu, sopra gli articoli, in mezzo agli stessi, altri posti che poi vedi che li trovi ecc. ecc.) e più soldi guadagnerai. Tutto questo a discapito di nulla e garantendoti un buon guadagno netto che ti farà diventare ricco nel giro di pochi mesi.

     

Pare che abbiamo concluso. Se hai seguito bene tutti i consigli, adesso hai un bel sito di news online:

  • Su un argomento di cui si parla tantissimo, qualunque esso sia.
  • Hai decine di scimmie che battono a macchina per te, in cambio della tua benevolenza.
  • L’importante è la quantità, e tu generi centinaia di contenuti al mese.
  • Tutte le tue notizie fanno un sacco di notizia, e generano molte visite.
  • I tuoi link sparsi in ogni angolo del web aumentano la tua visibilità e le tue visite e discussioni come i maestri del marketing ci insegnano.
  • Le visite vengono facilmente convertite in un sacco di soldi, e dovrai solo scegliere se diventare ricco o aumentare sempre di più il tuo giro.

Beh, direi che dovresti pure ringraziarmi adesso.
Ma anche i contanti sono apprezzati.
Magari al prossimo tutorial ti spiegherò come diventare imperatore del mondo, tanto è facile uguale. Ciao!


Come creare un giornale online di successo in 6 semplici passi.

Un aspetto che sempre, da subito è apparso tra i più importanti ed innovativi con l’avvento di internet lo conosciamo bene: La libertà di informazione.
Tutti noi al solo sentir parlare di “informazione online” associamo la stessa ad un concetto di libertà, mancanza di censura e trasparenza.

Sull’onda del definitivo ed esponenziale allargarsi della quantità di nuovi potenziali lettori, qualche anno fa le testate giornalistiche già famose e storiche  gradualmente hanno creato la propria edizione online.
Medio tempore, alcuni pionieri si sono lanciati nella creazione di nuovi siti di informazione, settoriali o totalmente generici, da soli o con qualche collaboratore ma comunque partendo da zero.
Alcune di queste, soprattutto quelle fatte prima e fatte meglio hanno avuto successo.
Alcuni ci hanno fondato vere e proprie startup.
Oggi è un pullulare di siti di informazione più o meno credibili, perché non crearne uno anche tu?

Riuscirci è facile, basta seguire:

Le 6 regole per creare un giornale online di successo:

  1. Scegli un settore, non importa quale.

    E’ assai probabile che tu sia tentato di concentrarti su quello che più ti interessa, che più ti piace o comunque su cui sei più aggiornato. Del resto sembra logico parlare con cognizione di causa no?
    Niente di più sbagliato!! Perchè rinunciare a tutte le succose visite che ti porterebbe parlare di scandali, di politica o del video hard  di Belen che è stato messo in giro. Sai quante ricerche ti perdi?

    Video Belen Query Stats
    Quindi parla di tutto, ogni settore lasciato è un settore perso, non importa se si vede chiaramente che è un post fatto solo per ottenere visite, credi forse che il lettore se ne accorga?

  2. Assumi un esercito di scimmie.

    monkeys_on_computers

    Di che cosa sto parlando? Beh, in effetti il titolo è un pò una battuta. In realtà intendevo:
    Sfrutta un esercito di scimmie.
    Pensaci bene: Credi davvero di riuscire da solo o con qualche amico di riuscire a generare abbastanza contenuti per emergere in un mondo così competitivo?
    Dai che adesso hai capito. Ebbene sì.

    Il mondo per tua fortuna è pieno di persone che hanno una passione, che è quella di scrivere. A volte queste persone hanno anche un sogno, che è di diventare giornalista o scrittore. Se ti và abbastanza di fortuna, potresti imbatterti in un ragazzo che per riuscire a realizzarlo sarebbe disposto a tutto. Anche a farsi spremere come un limone pur di poter pubblicare per un giornale online e racimolare quattro spiccioli, che magari è anche un neolaureato disoccupato.
    Bene, vai alla ricerca di questi esemplari ed accaparratene più che puoi. Fanne man bassa prima che cambino idea o peggio, trovino un lavoro serio che li qualifichi e gli permetta di guadagnare una cifra dignitosa facendo quello che sanno fare.
    Che poi in fondo gli stai facendo un favore, pensaci:
    Non solo li paghi un euro ad articolo (possibilmente che porti più visite possibile, vedi punto 1).
    In più gli stai permettendo di sfruttare la visibilità del tuo prestigioso sito. Fagli mettere una bella firma a fine articolo ed oltre ad inorgoglirsi potranno mettere nel curriculum delle referenze che un giorno gli spalancheranno qualsiasi porta.
    Qualcuno potrebbe dirti che si tratta di una cosa chiamata content farm. Se dovesse capitare, prima vai a cercare cosa significa e poi censuragli il commento.

  3. Copia-incolla e qualche modifica.

    Google_News

    Anche qui c’è da sfatare qualche falso mito.
    C’è chi ti avrà fatto sicuramente credere che il giornalismo sia fatto di molte cose tra cui impegno, perseveranza, conoscenza approfondita di un settore, attenzione costante, a volte anche coraggio e soprattutto approfondire e verificare le proprie fonti.
    Anche qui, niente di più sbagliato! Non ci vuole un genio per capire quanto impegnativo ed oneroso sia tutto questo, in termini di tempo e risorse.

    Vuoi stare un giorno ad approfondire un solo articolo? Ma stai scherzando?
    La giornata lavorativa è importante ed in una sola di esse devi sfornare almeno 8-9 articoli. Che poi se te li pagano ad un euro al chilo (punto 1) è l’unico modo che hai di tirar su qualcosa.
    Riguardo al dove reperirle, non hai che l’imbarazzo della scelta. Il web è pieno di siti migliori del tuo e costantemente aggiornati dal quale copiare quello che ti pare.
    Quindi imposta il tuo bel feed reader, o un alert di Google, scegli, copia, incolla, cambia qualcosa, fatto.
    Poi aggiungi pure il tuo tocco di iniziativa:
    E’ morta quella ragazzina poche ore fa e se ne conosce solo il nome? Sicuramente farai un figurone a pubblicare per primo la sua foto. Perché non cercarla su Facebook!
    Non sei sicuro che sia lei e devi pubblicare un articolo che potrebbe essere letto da milioni di persone? Chi se ne importa! Tu sii il primo!
    Qualcuno ha modificato la voce di Wikipedia su quel personaggio famoso, e adesso risulta defunto? Allora deve essere assolutamente così! Un bel necrologio in anteprima e vedrai quante visite.. E che figurone che farai!

     

Bene, a questo punto mancano solo 3 semplici ma fondamentali passi per avere un sito di news completo, perfettamente rispettabile e che fatturi soldi a palate. Non perderteli assolutamente.. A presto! 😀


Quando studiavo io…

Classroom

Quando studiavo io, c’erano i libri di carta e le lavagne con il gesso, e imparavamo solo dalle maestre e dai professori.

Oggi c’è internet, c’è wikipedia da cui copiare le tracce, ci sono i libri elettronici, le lavagne digitali.. Aule perfette e immacolate ed un tablet nuovo di zecca per studente.
E succede anche che gli insegnanti si ritrovino ad insegnare con un proiettore, in un’aula computer dotata di un iMac per ciascun alunno.

Ma non importa se non hai nessuna di queste cose, non importa se le nostre scuole non sono perfette, non importa neanche che un video che dovrebbe parlare del valore dell’istruzione per tutti noi venga girato in un istituto privato che è quanto più di distante ci sia attualmente dalla situazione scolastica in Italia.

Perché un futuro migliore per tutti, è scritto nel miglior presente che riusciamo a realizzare (o forse sognare) insieme.

Perché come vedete, non è affatto vero che siamo distanti dalla realtà.


Manuale di sopravvivenza su internet.

Immagine

Buona parte dei post che scriverò su questo blog saranno dedicati a parlare delle mille avventure, persone e situazioni in cui ci si può imbattere andando in giro per quella simpatica giungla che è internet.

Si parlerà di tutto: Da Facebook, a Twitter, a Youtube,  alle email, a Google+ e molti altri siti ed applicazioni, nonché a tutti i tipi di utenti che vi si possono incontrare.

Per fare ciò, oltre all’esperienza acquisita e quella quotidiana come utente “standard” creerò anche diversi account sui vari social, siti e servizi. Li userò in maniera più o meno “consona” ai propri scopi.
Nulla mi vieta di aprire un profilo su un social domani, spammare il mio profilo a 1000 iscritti (e io odio e punisco gli spammer) e stare a guardar di nascosto l’effetto che fà in termini di visite e commenti. Senza degenerare in trolling o altre attività da sindrome di bisogno d’attenzioni.
Userò eventualmente anche inserzioni a pagamento, le confronterò tra loro,  insomma sperimenterò in lungo e in largo pur restando ben entro i limiti del consentito.

Il tutto ovviamente commentato con spirito ironico, spesso critico e a volte anche abbastanza diretto e pesante. Quindi vi prego eventualmente tutto ciò non dovesse piacervi di NON seguire il blog. Se vi compiace parlatene anche male in giro ma non tornate qui a rompere le scatole. 


Tutti apprezzano l’ironia fatta nei confronti degli altri, ma quasi tutti sono pronti a criticare quella sugli argomenti che più li identificano.

Ora, il discorso è che potranno essere oggetto di ironia, satira e critica praticamente così tanti argomenti diversi e di “fazione” opposta tra loro che è altamente probabile che prima o poi vi sentiate chiamati in causa.
Dunque a priori, se vi rendete conto di non essere in grado di gestire questo genere di ironia nei vostri confronti vi prego gentilmente di sparire anziché gettare del ridicolo su voi stessi commentando in maniera inopportuna, trollando e quant’altro 😉

A tutti gli altri va il mio più caloroso benvenuto 😀

(ma come è venuto bene questo paragrafo, lo metterò nel disclaimer quando ne avrò uno)

Ci tengo a far notare che queste non saranno guide per utonti alla S. Aranzulla, tuttavia è probabile che spesso verranno spiegate nozioni o concetti che molti habitué del web danno abbastanza per scontate. E viceversa, si utilizzeranno parole o termini gergali/inglesi per definire cose che molti utenti non conoscono.

Poiché è impossibile accontentare tutti, poiché esiste Google se non sapete qualcosa (e se lo sapete usare) e soprattutto poiché non sono qui per accontentare più gente possibile in cambio di pubblico, vi prego gentilmente di non rompere con commenti a riguardo che, sono certo conoscendo il web, arriveranno sicuramente 😀

Qui di seguito, provo a tenere un sommario aggiornato sulle varie sezioni principali:

“Guida alla sopravvivenza su Facebook”